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Pace e misericordia

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 Giovanni 20,19-31 La sera di quel giorno, il primo della settimana,  mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli  per timore dei Giudei,  venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!».  Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.  E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo:  «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».  Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo.  A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati;  a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.  Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!».  Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi  e non metto il mio dito nel segno dei chiodi  e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa  e c'era con loro anche Tommaso.  Venne Gesù,

Bambini

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  “Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,14) diceva Gesù ai suoi discepoli che volevano allontanarli da lui, considerandoli un elemento di disturbo alla sua predicazione. Mi ha sempre colpito questa predilezione che Gesù ha manifestato con determinazione in diverse occasioni  per i più piccoli,  fino a definire il ritorno all’infanzia come la condizione necessaria e indispensabile per l’ingresso nel regno dei cieli (cfr. Mt 18,3).  Devo però riconoscere che soltanto sperimentando personalmente la bellezza di questa realtà ho compreso fino in fondo il significato delle sue parole. Da alcuni anni sto vivendo infatti la gioia incommensurabile di seguire da vicino la crescita di un bimbo meraviglioso, uno dei miei pronipotini,  specie da quando ho avuto la fortuna di abitare a poca distanza dalla sua abitazione. Mi può capire bene solo chi ha la fortuna di vivere la mia stessa esperienza... Ogni volta che mi capita di passare con lui delle ore, penso sempre che sono proprio i bimbi i

Non avevano ancora compreso....

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 Giovanni 20,1-10 Il primo giorno della settimana,  Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio,  e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.  Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo,  quello che Gesù amava, e disse loro:  «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due,  ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.  Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.  Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva,  ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là,  e il sudario  - che era stato sul suo capo -  non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.  Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro,  e vide e credette.  Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura,  che cioè egli doveva risorgere d

Il mio volto nel suo

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  Van Gogh è uno dei pittori che più mi affascina, sicuramente perché dalle sue opere traspare sempre con evidenza la sua persona e il suo animo particolarmente sensibile e tormentato. Per la prima volta nei giorni scorsi mi sono imbattuta in una sua opera straordinaria, mai vista prima, che affronta un tema religioso, cosa insolita nel suo percorso artistico: la Pietà.  L'opera ha poco in comune con tutte le raffigurazioni che l’arte ci consegna sullo stesso tema. Pur essendo, nelle sue intenzioni, una “riproduzione” speculare della pietà di Eugène Delacroix a lui molto cara, è unica nel suo genere, sia per le caratteristiche cromatiche tipiche dello stile pittorico di Van Gogh,  sia per i tratti del volto di Cristo, scavato e dalla barba rossa, nel quale i critici d’arte hanno riconosciuto l’autoritratto dell’autore. Il dipinto è stato realizzato da Van Gogh per il fratello Theo nel 1889, durante il suo soggiorno nella casa di cura di Saint Remy in Provenza, nei pressi di Arles,

Silenzio e meditazione

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  Domenica delle Palme Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco Mc 14,1-15,47 Siamo giunti ormai al cuore del percorso che ci condurrà fino alla Pasqua del Signore: la Settimana santa, che si apre con la domenica delle Palme, giorno di accoglienza gioiosa di Gesù a Gerusalemme, ma anche di profondo dolore per la sua passione.  Il  vangelo di questa domenica, così come quello del Venerdì santo, offrono alla nostra meditazione la narrazione della Passione di Gesù, la prima tratta dal vangelo di Marco, la seconda dal vangelo di Giovanni. La descrizione che fanno gli evangelisti dell’angoscia, delle umiliazioni, delle torture, dei patimenti di Gesù, è così dettagliata e chiara che non lascia spazio a commenti ma invita soltanto alla contemplazione e all’adorazione del mistero, che non riusciremo mai a comprendere nella sua profondità e imperscrutabilità. Solo il silenzio e la partecipazione al dolore di Gesù si addicono a questo momento liturgico. Le sole parole che possono sca

Come il chicco di grano

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  "Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci.  Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono:  «Signore, vogliamo vedere Gesù».  Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.  Gesù rispose loro:  «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato.  In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.  Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.  Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà.  Adesso  l'anima mia è turbata ; che cosa dirò? Padre,  salvami  da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora!  Padre, glorifica il tuo nome».  Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò

Le ombre di un mondo chiuso

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  Nel primo capitolo dell'enciclica Fratelli tutti , intitolato Le ombre di un mondo chiuso , Papa Francesco delinea “alcune tendenze del mondo attuale che ostacolano lo sviluppo della fraternità universale” (9). E’ un mondo che fa paura! Tanti sono i segni di egoismo e di degrado che suscitano disorientamento e sconforto.  Manca un’apertura agli altri e prevalgono le divisioni, gli egoismi e gli interessi dei poteri economici. Si avvertono i “segni di un ritorno all’indietro” (11), della “perdita del senso della storia ” (13), della dissoluzione del “pensiero critico”. Espressioni come democrazia, libertà, giustizia, unità vengono manipolate e svuotate del loro contenuto (14). La politica non sente più come propria la vocazione a perseguire progetti  a lungo termine, con grandi obiettivi, per il bene comune, ma sembra avere come unico obiettivo la distruzione dell’avversario (16). Le persone non sono considerate più un valore di per sé, ma trattate come oggetti da scartare : no